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Festival dei saperi educativi

Casa Circondariale di Aurelia, festa conclusiva di “Belle Dentro e... La Rosa”

Progetto di formazione, prevenzione e cultura della legalità promosso da Fuori C'entro con l'Itis Marconi e finanziato dalla Fondazione Cariciv

Alunni_Marconi_premiati_al_carcere_di_AureliaCIVITAVECCHIA – Grande festa, stamani, nel teatro della Casa Circondariale di via Aurelia per la conclusione del progetto "Belle dentro e... la Rosa: iniziativa di formazione, prevenzione e cultura alla legalità" finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia e promosso dalla Cooperativa sociale 'Fuori C'entro' insieme all'Itis Marconi.

Il progetto rappresenta la continuità della collaborazione già in atto tra 'Fuori C'entro' diretta da Andrea Trincanato, che da anni organizza e gestisce corsi di formazione finalizzati all'inserimento lavorativo dei detenuti nell'ottica di inclusione sociale all'interno del Penitenziario e l'Itis Marconi con cui sono in atto convenzioni per l'assistenza specialistica a portatori di handicap, progetti sulla prevenzione alla dispersione scolastica tramite il Laboratorio di Teatro e Scrittura Creativa dello stesso Marconi grazie al quale i ragazzi si sono esibiti all'interno del teatro della Casa Circondariale con lo spettacolo "La Bella e la Bestia... se vi pare" per l'adattamento e la regia di Anna Baldoni. Spettacolo arrivato poi anche sul palco del teatro Traiano.

E così stamani, a conclusione dell'articolato e fortunato progetto la direttrice della Casa Circondariale di Aurelia, Silvana Sergi, e lo stesso Trincanato hanno consegnato vari tipi di attestati: ai 25 alunni del Laboratorio teatrale che hanno inscenato il musical al Traiano ma anche nel teatro del carcere affiancati dalle detenute attraverso il loro contribuito di oggetti di scena fatti manualmente (tra cui la rosa di plastica usata in scena dalla protagonista Belle) grazie all'attività di lavorazione di plastica riciclata e cera per candele artistiche promossa sempre dalla cooperativa Fuori C'entro; agli 8 insegnanti del Marconi che hanno seguito il corso 'Pedagogia dell'integrazione: apprendere ad apprendere'; e agli 8 detenuti che hanno seguito il corso di 'Apicoltura e agricoltura sociale'.

Tante le personalità presenti, dal sindaco di Tarquinia Mazzola, al garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, fino al preside del Marconi, Mario Guida e alla delegata alle politiche dell'handicap della Provincia, Tiziana Biolghini. "Ringrazio Fuori C'entro con cui da tempo collaboriamo con ottimi risultati – ha detto alla fine la Sergi – ma soprattutto il mio personale e le educatrici che in questi mesi hanno lavorato tanto nonostante la mia presenza non quotidiana visto l'impegno parallelo a Viterbo".

da bignotizie.it

leggi articolo de Il Messaggero del 28 ottobre 2011

 I ragazzi del laboratorio di Teatro partecipano al Festival dei Saperi Educativi. Di Sara Gianvincenzi

E’ stato interessante e costruttivo l’intervento di alcuni dei ragazzi del Laboratorio di Teatro e di Scrittura Creativa, che, accompagnati dalla Prof.ssa Anna Baldoni, hanno partecipato alla seconda edizione del Festival dei Saperi Educativi, organizzato dall’Istituto Superiore Universitario di Scienze Psicopedagogiche e Sociali “Progetto Uomo” affiliato all’Università Pontificia Salesiana di Roma e tenutosi, il 28 maggio 2011, all’interno del suggestivo e caratteristico borgo medievale di Vitorchiano (VT).
Durante le tre giornate del Festival docenti universitari provenienti da varie università italiane e straniere ed esperti si sono proposti di fare il punto su temi psicologici, pedagogici e sociali che coinvolgono insegnanti, studenti, genitori ed educatori.

Tra tante personalità anche i ragazzi del Laboratorio hanno partecipato al Festival condividendo con un attento pubblico l’esperienza provata attraverso il progetto “La scuola incontra il carcere:Sincronicità di una rosa”, portando lo spettacolo teatrale “La Bella e la Bestia.. se vi pare!” all’interno della casa circondariale di Via Aurelia, dove, attraverso il progetto 'Belle dentro', le detenute svolgono l'attività di lavorazione della plastica riciclata e di cera per la creazione di oggetti e candele artistiche.

 E’ stata proprio una bellissima rosa di plastica riciclata la "protagonista" simbolica dello spettacolo.

Dall'intervento dei ragazzi infatti è venuto fuori che questa esperienza li ha portati ad eliminare pregiudizi, a soffocare dei tabù imposti dalla società e, soprattutto, dall'ignoranza e a rispettare l’altro come persona .

 Il confronto e la possibilità di un dialogo tra i ragazzi e le carcerate si è rivelato un momento importante di grande commozione non solo per i ragazzi del Laboratorio e per le carcerate, ma anche per chi ha semplicemente assistito.

Inoltre anche gli educatori del carcere, intervenuti al dibattito, hanno sottolineato la completa riuscita del progetto e hanno riportato alcune toccanti testimonianze dirette delle carcerate .

Per  tutti quindi è stata un’esperienza molto positiva che ha dato la possibilità a queste donne di sperare in un futuro migliore.
 


Lettera delle carcerate, letta il 28 maggio 2011, durante il Festival dei Saperi Educativi


SINCRONICITA’ DI UNA ROSA


A febbraio abbiamo assistito ad uno spettacolo teatrale dei ragazzi della Scuola ITIS Marconi all’interno del nostro istituto. A parte le emozioni, le sensazioni forti e bellissime provate, ci eravamo sentite per un attimo fuori da questo contesto.
Era bellissima quel giorno l’atmosfera; diversa, armoniosa e piena di calore umano, specialmente di quello dei ragazzi che ringraziamo molto per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti. Un progetto simile andrebbe realizzato ancora perché è stimolante e la popolazione detenuta ha bisogno di essere stimolata sempre in questo posto; in tutti i modi utili e possibili.
Questa esperienza ci ha anche portato a riflettere sul fatto che forse siamo noi ad avere pregiudizi nei confronti degli altri: siamo noi ad essere i veri giudici, avvocati, P.M.; siamo noi a giudicare l’esterno. Forse i ragazzi hanno visto in noi persone che potevano essere le loro madri, le loro sorelle, le loro zie e per la prima volta non ci siamo sentite detenute, ma persone, senza numeri di matricola.

Le detenute
del C.C. di Civitavecchia N.C.
 



Per tutti quindi è stata un’esperienza molto positiva che ha dato la possibilità a queste donne di sperare in un futuro migliore.

I ragazzi del Laboratorio ringraziano ancora per la bella esperienza, che li ha profondamente arricchiti e rivolti alle carcerate, come sono soliti fare alla fine di ogni loro spettacolo, dicono: GRAZIE,UN INCHINO,APPLAUSO!