Laboratorio teatrale 2007/2008
Chiamale... se vuoi ...
emozioni !
Ancora una volta mi
ritrovo a scrivere per voi del laboratorio, sono passati un po’ di
giorni dal nostro successo ma l’emozione è ancora forte. Il giorno
della rappresentazione si cancellano tutte le “sofferenze” dei
lunghi mesi della preparazione. Vi vedo, finalmente, attenti, pronti,
uniti. Provo, come il solito, la preghiera e voi siete vicini poi...
è l’inizio...bello con la magia della musica del sax, la ballerina e
le belle parole che ha scritto Yuri (ha compreso il messaggio che
volevo dare), le legge Jacopo, particolarmente assiduo negli ultimi
giorni a supportarci (in una settimana costruisce la nave dei pirati,
che arricchisce la nostra scena). Entra Lara con la dolcezza di
Wendy: è deliziosa nel suo abito bianco con tanto di fiocco in testa.
Ha finalmente superato tutte le incertezze iniziali e sono contenta
di averle dato fiducia. Voleva essere Wendy!
Ancora osservo la precisione dei giocattoli e
mi incanto a vedere la sicurezza di Marco, che, da quando si è messo
il cappello a cilindro, ha acquistato scioltezza nel personaggio e
poi quando parte la musica a seguire il ritmo non rimane dietro a
nessuno. Tenero è Matteo, il più bravo nella dedizione alle prove,
sempre puntuale. Tratteggia con dolcezza la tenerezza del suo
personaggio. E’ bravo ed è migliorato alla grande! Entrano in scena,
con il piglio e la grinta di attori consumati, Ilaria e Simone: lei
bellissima nel suo ruolo di mamma e lui, sempre educato e preciso,
ispira sicuramente simpatia dall’alto dei suoi quasi due metri
E’ il momento di Yuri, bello e bravo nel suo
costume da Peter Pan. Si muove in scena in modo perfetto e poi
quando balla siamo ai livelli di alta professionalità, lo segue
l’ombra (Alessandro), mi invento all’ultimo di farlo supportare dal
fondo, dietro il telo, da Jacopo (ombra dell’ombra) e dal sax. Un
cammeo! Se fosse venuto con più frequenza alle prove ...quante cose
potevamo inventarci!
Talentuoso nella voce canta Patrizio: è molto
professionale.
Intonata e sicura di sé è Marta e poi attacca
il balletto corale sulla musica dei Blues Brothers, penso alla
fatica per convincervi a fare questo pezzo e poi è...un’apoteosi. Mi
piaciono molto gli inserimenti della ballerina e di Alessandro, che
penso abbia la leggerezza di un ballerino classico! Tutti si muovono
alla perfezione. Mi sono dimenticata della dolcezza di Trilly, che è
anche una delle mie dolci alunne (una delle più brave negli ultimi
trent’anni). Purtroppo mi dimentico proprio di lei. Perfetta! E’
diventata più dolce (credo) con il teatro. Ed è veramente dolce nel
suo ruolo, delicata, come le sue ali e anche veemente nel finale.
Brava, anche se nell’ultimo anno ha fatto tante cose e non ha
...dimenticato il cuore! (Essere Trilly significa avere un grande
cuore!) Grandi successi penso per te, Silvia, alunna perfetta nelle
materie scientifiche e...poi è la dolcissima Trilly...Non ho parole
ancora: mi auguro che “Trilly” sarà sempre nel tuo cuore.
Ormai sono tranquilla...sarà il solito successo
(chissà perchè mi sembra che i ragazzi siano sempre più bravi delle
volte precedenti?). Adesso posso giocare il mio “fiore
all’occhiello”: la scena dei pirati. E’ forse la scena che abbiamo
provato di più ed è quella che già da febbraio era pronta. Spugna è
abbastanza sbronzo e gli altri sono nei ruoli. Corposa la presenza
di Alessio, stralunata ed efficace quella di Fabrizio e mi accorgo
che Nicolas ha la stoffa per essere un nuovo protagonista,
particolarmente ironico e cattivo è Simone. Le ragazze sono molto
belle nelle vesti da piratesse e poi...entra lui GIUSEPPE,
praticamente PERFETTO! L’abito, la recitazione, la canzone e la
coreografia che ha impostato per le piratesse, sono da
professionista. E’ stato un pilastro nel gruppo insieme a Lara e
Matteo...forse è proprio grazie a loro che sono riuscita a portare
avanti lo spettacolo perchè mi hanno sempre confortata, anche quando
avrei voluto lasciare tutto, ( ma forse non l’ho mai pensato! )
abbiamo lavorato da settembre, ho adattato 4 copioni, poi è venuta
la scelta definitiva di Peter Pan. Meno male! Giuseppe si fa in
quattro in scena, nella preparazione delle musiche e anche
nell’aiutare Jacopo a costruire la nave. Concludiamo il I atto con
il tronista Nicola, che piace molto, con le sirene che sono
deliziose e il valzer. Il tutto ha grande successo e penso per un
attimo alla fatica per imporli...però tanto poi ci riesco. Ormai i
ragazzi non seguono più passivamente, vogliono sempre rendersi
conto, vogliono discutere e proprio per questo il Laboratorio va
avanti, perchè ci si confronta e così si costruisce insieme. Alla
fine di ogni presentazione degli spettacoli faccio girare un
foglietto con il metodo di lavoro del laboratorio, metodo ispirato
al “fammi fare e io imparo” perciò i ragazzi devono essere
protagonisti e ciò rende molto faticoso (ne sa qualcosa anche
Marisa) il ruolo di chi dirige...ma è meglio così!
Ancora un’altra mia prova
di forza con il laboratorio: l’inserimento di brani tratti da
“Giulietta e Romeo”. Giuseppe mi ha aiutato con l’introdurre la
parte cantata dello scontro e poi il tutto è stato bellissimo.
Emozionante la scena tra Mercuzio e Tebaldo, Fabrizio è di
particolare bellezza e bravura, Giuseppe si conferma ancora una
pedina vincente, Nicolas e Alessandro li sostengono con piglio da
attori, negli ultimi giorni si inserisce anche Jacopo è ciò dà
ancora più spicco alla scena. Alessio è Romeo, perfetto nel
personaggio, particolarmente bravo e innamorato con la sua
“Giulietta” Federica, che fino a questo punto è stata instancabile (giocattolo,
sirena, piratessa) e ora canta con il suo “Romeo”. Bellissime le
voci e grande l’emozione!
Sono tutti instancabili
attori, perchè passano da un ruolo ad un altro con energia e
allegria e sono perfetti, particolarmente le ragazze: Deborah (che
ha seguito con diligenza le prove pur venendo da Tarquinia),
Priscilla deliziosa Barby e sirena ecc, ecc. Laura delicata e
attenta in tutte le scene, Giulia, grintosa e spiritosa riesce a
prendersi applausi a scena aperta, Ilaria sempre con grande
portamento (è un’indossatrice) e la talentuosa Marta che dovrebbe
essere protagonista di un musical del Sistina tanto è brava!
Poi si corre verso il finale. Simpatica la
scenetta dei bambini che pensano solo alla play station e ancora
azzeccato, accattivante e divertente l’omaggio alle mamme con Viva
la Mamma!
Nel III tempo la scena degli indiani è
esilarante e pensare che è stata poco provata e il testo non mi è
mai sembrato un granchè perchè mi ero stancata di ritoccare e
rivedere scene, però Alessio e il suo cavallo sono di una ironia e
comicità unica, mi piace anche l’idea, decisa e provata solo il
giorno prima, di inserire la vecchia “colf” che Jacopo tratteggia
con grande comicità: per lui è un “invito a nozze” come era stata la
gag del regista gay. Dolcissime le indianine Alessandra, nuovo
acquisto, Francesca e Azzurra (che sono entrate nel gruppo il giorno
prima per fuggire l’interrogazione del prof. Del Piano e saranno con
noi il prossimo anno) e infine Martina che da indianina ha
mostrato il suo lato nascosto di dolcezza. Emozionante il finale.
Non posso dimenticare l’umorismo inglese del maggiordomo Ambrogio e,
con quel bel vestito, Giulio Cesare è veramente un figurino: bravo!
Prezioso l’intervento dei ballerini Simone
(anche simpatico cagnolone) e Riccardo.
Un ringraziamento a Jacopo per l’aiuto che ci
ha offerto e perchè alla fine si è convinto a fare il coccodrillo
parlante che scende tra il pubblico e che ha coperto alcuni tempi
dei cambi di scena.
Allora, grazie a tutti che mi date ancora il
desiderio di scrivere cose nuove e mi confortate nelle mie scelte.
Grazie a Marisa Carucci , che ci dà un
supporto razionale e professionale e che è molto più paziente di me
( ha sempre una buona parola per voi) e che vi vuole bene.
Grazie alle “Giuseppine” che con il loro
sorriso, la loro dolcezza supportano il nostro TEATRO . Senza di
loro sarebbe tutto difficile. Grandi !
Dopo 5 anni possiamo dire che il nostro
Laboratorio ha ormai delle caratteristiche particolari da cui non
dobbiamo allontanarci, perchè sono nel nostro modo di proporci
(qualcuno già ci copia). Le caratteristiche del nostro teatro sono: