Anno scolastico 2009/2010 ... ancora meno tre
L'11 giugno
2010 il
personale della nostra scuola ha festeggiato tre illustri colleghi
che andranno in pensione il prossimo settembre. Un caloroso e
sincero augurio dalla redazione e un grazie per il loro lavoro
svolto con passione al "Marconi" in tutti questi anni a Marisa
Carucci, Emilia Basoli e Sandro Roscini. Il Dirigente
Scolastico ha elogiato e ringraziato i tre professori "...colonne
portanti...entreranno a far parte dell'albo d'oro del Marconi...".
Auguri e un applauso da tutti noi.

Per Emilia, Marisa e Sandro
da Anna Baldoni e tutti gli
insegnanti del Marconi
“Un vero professore si preoccupa di comprendere il dolore e la
solitudine di un ragazzo che non capisce in un mondo di ragazzi che
capiscono”
“Gli
insegnanti che mi hanno salvato, e che hanno fatto di me un
insegnante, non erano formati per questo. Non si sono
preoccupati delle origini della mia infermità scolastica,
non hanno perso tempo a cercare le cause e tanto meno a
farmi la predica. Erano adulti di fronte ad un adolescente
in pericolo. Hanno capito che bisognava agire
tempestivamente, si sono buttati, non ce l’hanno fatta. Si
sono buttati di nuovo, giorno dopo giorno, alla fine mi
hanno tirato fuori. E molti altri come me.
Ci
hanno letteralmente ripescati. Dobbiamo loro la vita.”
Daniel Pennac – scrittore francese, docente e
autore di un libro sulle proprie difficoltà scolastiche
“Diario di Scuola” [al Festival della letteratura di
Mantova 2008]
Dopo la
citazione di Daniel Pennac, molto appropriata per Emilia,
Marisa e Sandro, voglio scrivere delle riflessioni per i
miei colleghi che,” per il momento”, lasciano la scuola.
Dico “per il momento” perché hanno detto che torneranno per
supportare noi, ancora in “servizio”, nel lavoro di
recupero e di integrazione di tanti ragazzi che il
“Marconi” ogni anno ha l’onore e l’onere di accogliere nel
momento più importante della loro formazione. Hanno detto:
“Sì, siamo pronti a continuare nel gratificante lavoro di
inserimento e di supporto dei ragazzi che rischiano di
perdersi…”. Non verranno per promuovere eccellenze, questo
è un lavoro importante, ma, diciamolo, anche molto
attraente per gli insegnanti. Essi vogliono ancora
interessarsi della scuola vera: quella delle difficoltà, dei
problemi, degli sguardi silenziosi, del silenzio, del
disagio….la scuola che richiede Insegnanti, come loro, che
hanno come punto di riferimento la persona e non le
sufficienze nelle loro materie; insomma facilitatori del
sapere, che sanno mettersi in discussione, che sanno ancora
imparare anche dai loro alunni, che sanno avere dubbi e
incertezze nel procedere della loro meravigliosa “missione”.
Quindi Emilia, Marisa e Sandro non si sono mai sentiti solo
“contenitori” di informazioni e di nozioni da trasmettere ai
loro alunni, ma sono stati sempre consapevoli di essere
portatori di idee, di aver dato fiducia a chi la stava
perdendo, e, soprattutto, di aver guardato alla formazione
della persona, che va oltre il rendimento scolastico
dell’alunno.
Emilia,
Marisa e Sandro sono perciò degli Insegnanti di grande
livello. Insegnanti di grande cultura, che hanno cercato
anche nuovi modi per far apprendere e che hanno sempre
avuto considerazione per i loro alunni. In una società ,
come la nostra, dove c’è tanta confusione e caos, dove
tutti “urlano” le proprie idee , hanno saputo ascoltare
la voce , a volte anche flebile, e anche i silenzi dei
loro alunni, per i quali hanno avuto sempre interesse, e,
senza essere psicologi ,li hanno compresi, in poche parole
hanno voluto loro bene.
I nostri
cari colleghi hanno veramente compreso la loro missione e
l’hanno portata avanti per tanti anni e continueranno
ancora. L’insegnante non va in pensione, rimane con la sua
cultura, con il suo amore, con i suoi dubbi nel luogo dove
ha dato il cuore!
L’insegnamento coinvolge sicuramente il cuore e…ci vuole
passione (come dice il grande Eros Ramazzotti) ed Emilia,
Marisa, Sandro, di passione ne hanno messa tanta e ne
metteranno ancora tanta!
W La scuola
finché ci saranno insegnanti come loro!
Vorrei
concludere con il saluto che sono solita fare alla fine
delle rappresentazioni teatrali: “Grazie, un inchino, un
applauso!” Alla fine delle rappresentazioni teatrali
aggiungo anche la parola “sipario!”. Però per Emilia, Marisa
e Sandro non la dico, perché il loro sipario deve rimanere
aperto per molti anni sulla nostra scuola!
Ancora
grazie per tutto quello che avete fatto e per quello che
farete!
Vi vogliamo
tutti molto bene!
Anna Baldoni
e tutti gli insegnanti del Marconi